Marilynne Robinson

Traduttore: E. Kampmann
Editore: Minimum Fax
Anno edizione: 2018
Pagine: 244

 

Non tutti sanno che tra Le cure domestiche, il romanzo di esordio con il quale Marilynne Robinson divenne una celebrità negli Stati Uniti, e Gilead, la sua seconda opera narrativa, premiata con il Pulitzer e primo capitolo di una magnifica trilogia completata da Casa e Lila, sono trascorsi ben ventotto anni: dal 1980 al 2008. E non tutti sanno che in questo trentennio o poco meno la Robinson, ben lungi dal rimanere inattiva, si è cimentata ripetutamente con il genere saggistico, regalando ai suoi lettori una serie ininterrotta di perle.
Spaziando dalla meditazione teologica a riflessioni illuminanti sulla letteratura, dal ricordo autobiografico alla disamina di un’intera nazione e delle sue trasformazioni, i saggi di Quando ero piccola leggevo libri affrontano da un’angolazione nuova e complementare i grandi temi che sono al centro della sua narrativa – il clima politico e sociale degli Stati Uniti, la centralità della fede religiosa e la generosità di sguardo che ne deriva, la natura dell’individualismo americano e il mito del West – e compongono il ritratto intimo e ricco di sfaccettature di un’autrice che è considerata un vero e proprio classico contemporaneo.

Ricordo che una volta, da piccola, entrando in una biblioteca e guardando i libri, pensai: ecco che cosa potrei fare. In effetti, l’ho fatto solo dopo aver superato da un bel po’ la trentina, ma l’affinità che sentii con i libri in quanto tali ha serbato nel mio intimo la consapevolezza segreta che ro una scrittrice, anche se qualsiasi valutazione imparziale della mia vita avrebbe scartato quell’idea di sana pianta.