La Libreria Paravia di Torino

Per delineare la storia di una città, e seguirne l’evoluzione, occorre tenere memoria delle sue trasformazioni e il trasferimento della Libreria Paravia di Torino, che occupava la sede storica di via Garibaldi da quasi due secoli, è un mutamento degno di nota nella pianta a scacchiera del capoluogo piemontese. La Libreria, nata nel 1802 in Piazza palazzo di Città, si era stabilita al civico 23 di via Garibaldi nel 1863, sopravvivendo anche ai violenti bombardamenti che la II Guerra Mondiale le inflisse. Ora, da giugno 2015, le titolari Sonia e Nadia Calarco continuano a svolgere l’amata professione nella nuova sede di Piazza Arbarello, angolo via Bligny, a seguito del mancato rinnovo del contratto di locazione. Abbandonata con dispiacere la sede storica della Libreria Paravia, le sorelle Calarco continuano a credere nell’attività, forti di nuove energie scaturite dal faticoso ma stimolante trasferimento in una zona con ritmi e necessità diversi. Gli alti scaffali di legno hanno lasciato spazio ai moderni telai che lasciano filtrare la luce della spaziosa piazza, ma l’atmosfera e la dedizione al libro e alla cultura vogliono essere le medesime. Per continuare ad essere un tassello di quella storia collettiva di Torino, cui dimostra di essere legato anche Giuseppe Culicchia in Torino è casa nostra, prenderanno infatti corpo diverse attività volte ad avvicinare alla lettura i clienti affezionati e quelli nuovi; la nuova sistemazione consentirà infatti lo svolgersi di attività per bambini, chiacchierate con gli autori, esposizioni ed eventi artistici meno canonici, nella declinazione a tutto tondo di uno spazio culturale.

La storia della Libreria Paravia è indissolubilmente legata a quella della prestigiosa casa editrice “G.B. Paravia & C.”, le cui radici storiche affondano agli inizi del XVII secolo, con l’attività tipografica della famiglia Zapata, dal 1757 in società con la stamperia di Giacomo Giuseppe Avondo.

Un po’ di storia della Libreria

Nel 1802, Giovanni Sebastiano Botta rilevò l’attività insieme a Francesco Prato e G.B. Paravia, già amministratore della ditta Avondo, fondando una libreria che aveva sede sotto i portici dell’attuale piazza Palazzo di Città. Questa rimase in funzione fino al 1873 diventando un punto di riferimento per la ricerca di testi sia divulgativi che popolari, ma anche di scienza, letteratura, eloquenza, storia e pedagogia, settori in cui la casa editrice si era specializzata. In seguito, con l’avvicendarsi di Lorenzo Roux e Innocenzo Vigliardi, la ditta si indirizzò verso la produzione di testi scolastici e la distribuzione di materiale didattico di alta qualità.

Nel 1873, Innocenzo Vigliardi aprì succursali a Milano, Firenze e Roma e spostò la produzione all’interno della Stamperia Reale di via dell’Arsenale, trasferendo la libreria negli ampi locali di via Doragrossa, l’attuale via Garibaldi. Sulla scia di questo ampliamento, la casa editrice si affermò ancora di più a livello nazionale, e pubblicò opere fondamentali come il dizionario Campanini Carboni e il Migliorini, pietre miliari della produzione libraria italiana.

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Nel 1945 la libreria di via Garibaldi venne venduta alla LIR (Librerie Italiane Riunite), fondata a Firenze nel 1919 da Enrico Bemporad, Guido Treves e Giulio Calabi, che successivamente divenne proprietà delle Messaggerie Italiane. Fino agli anni ’60 la direzione dei locali di via Garibaldi 23, fu affidata a dirigenti nominati ufficialmente dalla LIR, i quali ne mantennero alto il prestigio e il nome. Purtroppo, nel decennio successivo, l’azienda venne data in gestione a librai con meno esperienza e rigore: il risultato fu un’inevitabile declassamento e perdita di fiducia da parte di clienti e fornitori.

Nel 1979 la LIR offrì in gestione la libreria a due giovani, Giuseppe Calarco e Paolo Carretta, allora molto conosciuti nell’ambiente editoriale torinese. L’esperienza di entrambi, infatti, era maturata sul campo: Giuseppe Calarco lavorando fin dagli anni ’50 presso grandi librerie come la Ciofalo e la Sessa di Messina, e poi a Torino presso Minetti; Paolo Carretta formandosi nella distribuzione presso la ditta Benoldi e in seguito alla Dielle. Fu proprio alla Dielle che i due si incontrarono e stabilirono un rapporto di amicizia e collaborazione che unì il loro destino, portandoli fino alla Libreria Paravia, passando attraverso la direzione congiunta della Stampatori universitaria.

Grazie alla fiducia degli editori, che contribuirono ad arricchire l’assortimento di titoli disponibili in libreria, nei primi nove mesi di attività il punto vendita di via Garibaldi 23 tornò ad essere fra i primi di Torino, ragione che indusse i due soci e rilevarne la proprietà mantenendo il nome di Libreria Paravia. Il decennio successivo segnò il definitivo consolidamento della libreria nel panorama librario torinese, potendo vantare un ampio catalogo di testi di varia e scolastici. Nel 1990 Paolo Carretta cedette la quota della società, lasciando come unici proprietari Giuseppe Calarco e la moglie Antonia Maria Giambra, che mantennero il prestigio acquisito. Dal 2004 le figlie, Sonia e Nadia, decidono di proseguire la tradizione di famiglia entrando a far parte della società, forti dell’esperienza maturata negli anni precedenti a fianco del padre e, dal giugno del 2015, guidano la Libreria nella nuova sede di Piazza Arbarello; anche per loro infatti, come per Erri De Luca, “il vuoto in faccia a un muro, lasciato da una libreria venduta”, è tra i peggiori che possano segnare una città.